Presentation

 

An exhibition of extraordinary refinement and of considerable emotional impact took place at the Municipal Gallery of Campione d'Italia, which is a precious casket of cultural traditions in fact the historical roots of the Community of Campione dated back to the Longobard reign when in the second half of the eighteenth century Totone built his fief by the lake Ceresio, then he gave it in , thanks to a will, to the Basilica of Saint Ambrose in Milan in the person of the Archbishop Thomas.

 

From that legacy the link of Campione always crossed the Milanese Diocese for over a millennium.

During this period Campione was the cradle of a group of artists, the Masters of Campione(Ugo, Giovanni, Bonino, Zenone and Matteo who are the most important) who brought and spread in the Northern Italy their art, taking inspiration from their native lake land and letting their mark in many churches.

 

The former Church of Saint Zenone, which is now a Municipal Gallery, is a chest of the native work of these artists: a real will of art.

 

The exhibition is the fruit of the collaboration between the Municipality of Campione d'Italia, the Superintendency of cultural heritage of Umbria and the University of Perugia; it brought into the enclave 12 works by Pietro Vannucci, known as the Perugino, a Renaissance painter of Umbrian origin, who lived between 1450 and 1523.

Some of the displayed works of art come from a private collection of the Ticino Canton.

The Professor Federico Mancini, Director of the Department of Human Sciences and of the Formation for the Perugian University , fitted out the preparation with critical analysis.

 

This exhibition allowed a lot of visitors enter in contact with the complex dynamics of one of the most prestigious and prolific laboratories of art of the Italian Renaissance.

 

And there we are in front of the diptych of the Christ crowned of thorns and the Virgin, a chief attraction of the entire collection and wisely set in the side chapel of the former Saint Zenone church, in order to increase and save a familiar intimacy.

An undeniable perspicacity of the manager's great refinement.

The visitor seems to be face to face talking with the Christ and the Virgin, squeezing the intimate sorrow of Mary and the physical sorrow of Jesus, vigorously hidden .

 

The two paintings – Mancini explains – were the wings of a domestic altar, successively dismembered and reduced to two distinct paintings, that could be opened for the domestic prayer.

Once closed it was set in a bookcase shelf: a very elegant object for the sitting-room of an amateur.”

On the skin cover, probably realised in a Florentine setting, even if there are Venetian recalls, you notice elegant decorative themes which form a double stamped squaring with the Christological monogram in the centre.

The “told” suffering seems neither notch the beautiful face of the Virgin who gives her drama to a soft face, nor the face of Christ, who silently bears the pain of the thorns pierced in his forehead.

The visitor gets enraptured facing such a soft eloquence of feelings.

 

 

This is an emotion that will follow him in the voyage organised around the Renaissance Umbrian art.

Let our eyes be captured by the couples of paintings representing Saint Nicola, Saint Gerolamo, the Announcer Angel and the Saint Martyr.

Thanks to a deep technical and diagnostic survey the four works, of sensible executive refinement even if they are small, probably belong to the dismembered tabernacle of the polyptych of Saint Augustine, nowadays divided in various museums.

A strict comparison among the four tablets and the above mentioned polyptych, realised in two different stylistic periods (from 1502 to 1512 the first one and from 1513 to 1523 the second one) permits to establish the reliability of this critical theory.

These works of art, shown in the Italian enclave in this occasion, after their first presentation in public at the National Gallery of Umbria in July 2010, are worth to Vannucci the significant nickname of Divine painter.

 

Those who visited the exhibition have been cheered up by the sweet and high humanity that shaped up in Vannucci’s studio and, that thanks to the activity of his biggest pupil, Raffaello, delighted the world.

 

Campione d'Italia, following a tradition of excellent realizations, is proud to have suggested a very important cultural moment thanks to a great aesthetic taste and love for the art and thanks to the scientific support of the University of Perugia.

 

Taking our reader's leave we suggest what Vasari wrote about Perugino's artistic vein:

His art was very appreciated at his time, that many from France, Spain, Germany and from other provinces came to learn it”.

Nowadays we can say the same thing because we have accomplished an ascetic voyage around one of the most important Renaissance Umbrian artists, changing the last word: to admire it!

 

 

Perugino Inedito

a Campione d’Italia

15 Ottobre 2011- 15 Gennaio 2012 


 

  • Presentazione

 

Una mostra di straordinaria raffinatezza e di sensibile impatto emotivo quella ospitata recentemente presso la Galleria Civica di Campione d’Italia, prezioso scrigno di tradizioni culturali e radici storiche della Comunità campionese che affondano nel lontano regno longobardo allorchè, proprio nella seconda metà del 700, Totone costituì sulle rive del Ceresio un suo feudo, successivamente ceduto per via testamentaria alla Basilica di Sant‘Ambrogio di Milano nella persona dell’Arcivescovo Tommaso.

 

Da quel lascito il legame e le vicissitudini di Campione seguirono intersecandosi sempre più simbioticamente quelle della Diocesi milanese per oltre un millennio.

Nel corso del periodo di dipendenza nei confronti della Diocesi meneghina, Campione fu culla di un nutrito gruppo di artisti: i Maestri Campionesi (Ugo, Giovanni, Bonino, Zenone, Matteo: solo per ricordare i maggiori), che portarono e diffusero il loro modo di fare arte, ispirandosi al paesaggio lacustre da cui provenivano e lasciando la propria impronta presso numerosi edifici ecclesiastici.

 

L’ex Chiesa San Zenone, attuale Galleria civica, è un indiscusso forziere di opere indigene di tali maestri: un vero e proprio testamento d’arte.

 L’esposizione appena proposta è nata dalla collaborazione tra il Comune di Campione d’Italia, la Soprintendenza per i beni Storico-Artistici dell’Umbria e l’Università degli Studi di Perugia ed ha visto giungere nell’enclave 12 opere di Pietro Vannucci, detto Il Perugino, pittore rinascimentale di origini umbre, vissuto tra il 1450 ed il 1523.

Parte delle tavole esposte provengono da una collezione privata del Canton Ticino.

Ha curato l’esposizione, accompagnandola con contributi critici il Professore Federico Mancini, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane e della Formazione presso l’Ateneo perugino.

Una mostra che ha permesso alla folta platea di visitatori di entrare a diretto contatto con le complesse dinamiche di uno dei laboratori d’arte più prestigiosi e prolifici del Rinascimento italiano.

Ed eccoci dinnanzi al dittico, per la prima volta presentato al pubblico, del Cristo incoronato di spine e della Vergine, momento cloú dell’intera esposizione e sapientemente collocato, quasi volendo accrescerne e preservarne quell’alone di intimità famigliare di cui è espressione, nella cappella laterale dell’ex chiesetta di San Zenone.

Un innegabile intuito di grande raffinatezza dell’allestitore.

Al visitatore pare proprio di essere a tu per tu a colloquiare con il Cristo e la Vergine, carpendo il dolore intimo di Maria e quello fisico, vigorosamente  celato, di Gesù.

“Le due tavole - spiega lo studioso Mancini - costituivano le valve di un altarolo domestico, successivamente smembrato e ridotto a due distinti quadri, che si poteva aprire per la preghiera domestica. Una volta chiuso era collocabile nello scaffale di una libreria: oggetto elegantissimo per il salotto di un amateur”.

Sulla coperta di pelle, quasi certamente realizzata in ambiente fiorentino, benché forti siano i richiami veneziani di tali dipinti, si notano impressi eleganti motivi decorativi formanti  una doppia riquadratura punzonata con al centro il monogramma cristologico.

La sofferenza “narrata” sembra non intaccare né il bel volto della Vergine che affida il suo dramma ad uno sguardo tuttavia di grande soavità, né quello del Cristo, che in un timido silenzio sopporta il dolore derivatogli dalle spine conficcate nella fronte.

Di fronte a tanta sommessa eloquenza di sentimenti ne deriva al visitatore una sensazione di estasi cui è difficile sottrarsi.

Emozione che non lo abbandonerà nemmeno nel prosieguo del viaggio allestito attorno all’arte rinascimentale umbra.

Lasciamo infatti che i nostri occhi vengano catturati dalle coppie di tavole raffiguranti San Nicola, San Girolamo, l’Angelo annunziante e la Santa Martire.

Intrise di forti connotati mistici, un’approfondita indagine di tipo tecnico diagnostico ha condotto alla conclusione che le quattro opere, di pregevole raffinatezza esecutiva benché di piccole dimensioni, appartengano con grande probabilità allo smembrato e disperso tabernacolo del polittico di Sant’Agostino, oggi suddiviso tra vari musei.

Un serrato confronto fra le quattro tavolette ed il polittico sopraccitato, realizzato in due distinte fasi stilistiche  (dal 1502 al 1512 la prima e dal 1513 al 1523 la seconda), consente infatti di appurare in mostra l’attendibilità dell’ipotesi critica.

Forse furono proprio tali opere, esposte in questa occasione nell’enclave italiana, dopo una loro prima presentazione in pubblico presso la Galleria Nazionale dell’Umbria nel luglio 2010, che valsero al Vannucci l’eloquente soprannome di Divin pittore.

Chi ha visitato l’esposizione avrà sicuramente potuto lasciarsi inebriare di quella dolce ed elevata umanità che nella bottega del Vannucci prese forma e che, grazie all’attività del suo più grande allievo, Raffaello, incantò il mondo. 

Campione d’Italia è orgogliosa di  aver proposto con grande gusto estetico ed amore per l’arte tale importante momento culturale.

 Accomiatandoci dal nostro lettore non possiamo sottrarci dal riproporre quanto scrisse il Vasari a proposito della vena artistica del Perugino:

«Tanto piacque al suo tempo, che vennero molti di Francia, di Spagna, d’Alemagna e di altre province per impararla».

La stessa affermazione potremmo enunciarla noi oggi, reduci dall’aver compiuto un viaggio dai toni quasi ascetici attorno ad uno dei massimi interpreti dell’arte rinascimentale umbra, modificando l’ultima parola: per ammirarla!

 

 

 

Catalogo: Comune di Campione d’Italia Edizioni.

 

(24 Sept. 2010) - Büsingen is improving its involvement in renewable energies. With a new “bioenergy village” Büsingen is confident that most part of its territory could be served by renewable source of energy, instead of traditional ones.

The project aims to be completed in 2012, when the entire city is by then to be heated through a network heating system with a path length of about ten kilometers. The investment amount is around € 6 million. Several such projects are in the Lake Constance region already in operation.

♦ see the full story from the press

 

(18 Sept. 2010) - The Municipalities of Baarle-Nassau and Baarle-Hertog have reached a compromise on cost sharing for fire security services. Baarle-Hertog will take on around the quarter of the total costs.

The fire brigade of both Baarle will operate for a year as a joint body, as the Belgian and Dutch firefighters will practice together.

Fire prevention has to be jointly managed because of the large differences in legal technical fire prevention standards between the Netherlands and Belgium. For disaster management is also proposed that the Dutch methodology should be adopted; a green light is expected from the Belgian Federal Minister of the Interior.

♦ Press report NL

 

(15 Sept. 2010) - Campione d'Italia is leading towards a special statute for its municipality and its community, the local newspaper "La Provincia" reports last 26th July 2010. A project of law has been approved by one of the two Chambers of the national Parliament, engaging the Governement to adopt within a year a legislative decree with specific regulations for Campione d'Italia.

The Mayor, Ms Maria Paola Mangili Piccaluga, prudently welcomed the decision, that need to be adopted also by the second chamber. During the first meeting of the small european exclaves, a former member of the Chamber of Deputies and on behalf of the national association of Municipalities (ANCI), Mario Guerra, said that " not only and international agreement, but a special statute is needed for Campione"

see the report IT (pdf 1,5 MB)

 

 

(22 Aug 2010) - Taking advantage of the summer holidays and days many runners have been in Llivia, August 21, to participate in the popular 3rd Cross of the Town of Llivia. It is a run of 7.85 miles along the roads where usually people train, in a special and calm landscape.

At 12 o'clock in the morning approximately 100 people very ready, in a family and warm atmosphere.

The circuit, with the first 2km with a tendency to rise and then taking the path Llivia to the village of Onzes, with some downward trend and with a bit of everything - rock, mud, sand, stretches of river, grass, etc.!

A nice time in Llivia!

 

 

The new website of the small European exclaves is entered into force last September 2010. Users should not expect a permanent update, but it is also sure that many information and data will be available on the new website. The first Seminar of 2009, held in Campione d'Italia, is already public, as most of contributions and interventions could be downloaded.

Moreover, a section concerning documents and studies put at the disposal of visitors some basic documents and some studies, that can help to understand the experiences of the small exclaves.
Obviously, you can also find all information about the five Municipalities, with contacts and addresses, and an help to visit them!